La bellezza salverà il mondo

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

A volte, nelle ore più improbabili della notte, vengo assalito da idee, pensieri, dilemmi. Durante le veglie notturne mi ritrovo a pensare ad ambigui problemi di fisica, a strane teorie filosofiche o alla trama del mio romanzo. Forse l’antico detto “la notte porta consiglio” è stato pensato proprio durante una di queste veglie…

E così mi ritrovo a scrivere di “bellezza” alle prime luci dell’alba, nel completo silenzio che accompagna i primi raggi del sole. Forse non a caso, perché proprio agli albori del creato la bellezza si è riflessa come non mai nella natura e nell’uomo vergini e incorrotti. Poi sono subentrati il male, la corruzione, il peccato e la bellezza ha perso i caratteri che la contraddistinguevano.

“Bellezza”: un termine che oggi si direbbe relativo, ma quanto è relativo un pezzo di musica classica, un valzer viennese, un sontuoso vestito dell’800, i palazzi e l’arte del secolo scorso. Il senso del bello, del buon gusto, del bene, fanno parte di quel seme di natura vergine e incorrotta, radicato in ogni essere umano. E mi domando, per quale motivo se il mondo progredisce verso il “bene”, verso i “diritti”, improvvisamente sembra aver perso il senso del bello?

Forse in pochi si svegliano ad ammirare i primi chiarori dell’aurora e i primi bagliori dell’alba; poche sono le coppie di fidanzati che si scambiano il primo bacio durante l’ultimo bacio del sole al tramonto; pochi sono i giovani che preferiscono le lunghe passeggiate al chiaro di luna a una notte di sballo in discoteca. La nostra è una generazione che magari detesta la città ma poi non riesce a fare a meno delle sue comodità.

“Comodità”, sì, forse è questa la risposta alla mia domanda. Da quando l’uomo vive nella comodità, ha perso la bussola del bello. Se prima l’artista per creare una statua ci lavorava per mesi, ora la tecnologia permette di raggiungere risultati apparentemente anche migliori in molto meno tempo. E così capita anche con le abitudini, le mode. Tutte cose prestampate. Va di moda vestirsi di stracci, andare tutti in discoteca a ballare lo stesso ballo come gli zombie di “Walking dead”, cambiare partner così come cambieremmo il telefonino, cibarci della salutare cucina dei fast food… E tra una moda e l’altra siamo finiti a contemplare un barattolo di feci in un museo di arte contemporanea o a respirare l’aria di un centro commerciale e dilapidare il nostro tempo di fronte a scatole contenenti le nostre stesse insicurezze.

Recuperare il senso del bello, significherebbe rivoltare il mondo come un calzino per cercare ancora qualche moneta che luccica. Ma allora siamo veramente condannati verso un mondo freddo e incolore? O c’è ancora speranza?

Se il sole continua a sorgere e tramontare, se le stagioni si ostinano a susseguirsi, la natura a germogliare, l’acqua a scorrere nei torrenti, gli uccelli a cantare nel cielo e l’uomo a lodare il creato… Sì, c’è ancora speranza. La speranza di vedere una coppia di giovani innamorati baciarsi al tramonto, un bambino che nasce da un papà e una mamma, una nonna seduta sulla sedia a dondolo mentre ricama una sciarpa per il suo nipotino, un bambino che gioca con il suo papà, la famiglia unita a tavola, un ragazzo che si perde tra i dipinti della Cappella Sistina o che applaude a un pezzo di Chopin…

Potrei essere tacciato di essere conservatore, tradizionalista, probabilmente pazzo o “fuori commercio”. Ma se il prezzo da pagare per conservare la bellezza è diventare un pezzo d’antiquariato, spero che Dio sia un abile collezionista.

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1 Comment

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Recuperare il senso del bello, significherebbe rivoltare il mondo come un calzino per cercare ancora qualche moneta che luccica. Ma allora siamo veramente condannati verso un mondo freddo e incolore? O c’è ancora speranza?

    Se il sole continua a sorgere e tramontare, se le stagioni si ostinano a susseguirsi, la natura a germogliare, l’acqua a scorrere nei torrenti, gli uccelli a cantare nel cielo e l’uomo a lodare il creato… Sì, c’è ancora speranza.

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