I miei amici vedono i cattolici così

“Che c’entra lo screenshot?” di Alejandro Abasolo

I miei amici vedono i cattolici così.

1. Quelli che sorridono, sono pacati, ammiccanti e anziché cercare il contrasto parlano di quanto bello sia essere cristiani, sono visti come:

a) dei completamente rintronati che vivono in un mondo di fantasia, non sanno cosa sia la sofferenza, non hanno mai visto alcuna realtà fuori dalla propria parrocchia, non leggono i giornali che non siano della parrocchia, credono a tutto quello che dice Rai1 e hanno bisogno che gli venga spiegato come va il mondo veramente. Di solito a questi vengono dette cose del tipo: “Guarda che non dico che la Chiesa sia tutta cattiva, sicuramente c’è gente brava come te, ma tu non sai che fanno delle cose orribili, tipo rubare un sacco di soldi, promuovere la pedofilia e altro che io – che ci tengo a essere informato e a non farmi raccontare delle palle – so molto bene”;

b) dei grandissimi nazisti che godono al pensiero di vedere un omosessuale bruciato vivo. Sono anch’essi omosessuali e forse pure pedofili. Hanno una cattiveria dentro che non puoi nemmeno immaginare ma si nascondono dietro un bel sorriso e parole zuccherose. Quando dicono “io non giudico gli omosessuali ma l’omosessualità”, gli altri sentono “detesto con tutto il mio cuore gli omosessuali ma non posso dirlo perché sono un codardo. Mi nascondo dicendo che in realtà è l’omosessualità sbagliata ma il mio vero scopo è ricoverare tutti gli omosessuali in un ospedale psichiatrico per fare loro l’elettroshock mentre sorrido perversamente e dico che è per il loro bene”. Qualunque cosa dicano che suona bene è una palla, non la pensano veramente e si tratta solo di una maschera per operare meglio nell’ombra tutta la loro malvagità”;

c) né bastardi né rintronati ma sostanzialmente dei superficiali a cui interessa soltanto “fare gruppo”. Cioè, quello che dicono non ha altra funzione che cercare di convincerti a venire nella loro parrocchia, suonare la chitarra, stare un po lì a dire “com’è bello Dio” e intanto inconsapevolmente contribuire alla macchina economica e politica che è la Chiesa cattolica. A questi di solito viene detto “anch’io ho fatto gli scout, andavo al campeggio estivo con la parrocchia e tutte quelle cose lì. Molto bello, per carità, molto sano, non vi fate le canne ecc. ma io mi trovo bene facendo dell’altro”.

2. Quelli che pregano:

a) degli allucinati che hanno un amico immaginario;

b) dei superstiziosi che anziché affrontare le cose concrete credono che facendo la danza magica le cose andranno meglio;

c) degli ingenui a cui nessuno ancora ha spiegato che i fantasmi non esistono.

3. Quelli che non sorridono e mettono in discussione le cose che credono gli altri:

a) dei grandissimi arroganti che vogliono sempre avere ragione su tutto;

b) dei grandissimi arroganti che non accettano che qualcuno la pensi in modo diverso;

c) dei grandissimi arroganti;

d) dei grandissimi cinici a cui non gliene frega niente di niente ma siccome sono tifosi della Chiesa cattolica devono demolire, con argomentazioni apparentemente logiche, chiunque osi criticare la Chiesa. Non credono in niente di quel che dicono ma vogliono solo vincere la discussione. Qualunque cosa dicano non è volta a spiegare una realtà ma soltanto a difendere la Chiesa. A questi viene detto: “È inutile che stai ad arrampicarti sugli specchi”.

3. Quelli che non rompono le palle a nessuno:

a) boh. Vai a sapere, si vede che a lui va bene credere in qualcosa. Sai, a volte è necessario credere in qualcosa e questo qui, con la storia di Gesù ecc. alla fine vive meglio. Non meglio di me, sia chiaro, ma meglio di come vivrebbe lui stesso senza religione. Io non ho bisogno di religione per vivere bene, si vede che lui sì. Oh, massimo rispetto, eh, è solo che io credo più nelle cose concrete, materiali, nella scienza, nel metodo scientifico (qualunque cosa questo voglia dire). Forte pure questo Papa, massimo rispetto anche per lui, ma io, senza offendere, oh, francamente non ho bisogno di qualcuno che mi dica cosa è giusto e cosa è sbagliato.

4. Quelli che non hanno studi e sono piuttosto semplici:

a) degli ignoranti che non si rendono conto che non siamo più nel Medioevo ma siamo nel 2015. Ora c’è l’Internet dove puoi imparare tutto.

5. Quelli accademici che parlano in modo articolato:

a) dei perditempo che ti stanno a raccontare quella dell’uva e si aggrovigliano dietro a discussioni infinite completamente sterili invece di vivere la vita vera.

E i vostri amici, come vedono i cattolici? Dai, che aspettate, correte a scrivere le vostre letterine alla redazione dei Mienmiauf che pubblicherà la più bella nel prossimo numero.

 

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