La bellezza dell’imprevisto

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico

Se avete letto i precedenti articoli avrete inteso che qualcosa di molto bello è accaduto nella mia vita: il mio dolce Amore mi ha lasciato. Bello? State sicuramente pensando che mostro di ragazza avrò avuto per definire “bello” il fatto che mi ha lasciato. Invece no, lei è fantastica, solo che non sa di esserlo. Pensate che se sto scrivendo in questo istante è esclusivamente grazie a lei (e ovviamente di Dio – non togliamo i meriti al “Boss”). Ma questo è solamente l’ultimo e il più evidente dei meriti (ai vostri occhi) del suo amore. Se non l’avessi incontrata non sarei diventato un uomo, se non mi avesse lasciato non sarei diventato un Uomo con la “U” maiuscola. La mia vita, come la vita di tutti, è un susseguirsi di imprevisti. La capacità di superarli sta nell’affidarsi (e nel grado di affidamento) a Dio. Più ci abbandoniamo alla Sua volontà, sopprimendo la nostra, e più quell’imprevisto acquista in bellezza. Da grandi imprevisti possono scaturire grandi miracoli.

Vi sto praticamente dicendo: più grande è la “disgrazia” più grande è la “Grazia”, se ci si affida a Dio. Altrimenti, se un imprevisto non viene colto nel verso giusto, non riusciamo a cavarci nulla di buono. Non sto dicendo che il 5 maggio, quando sono stato lasciato, ho fatto i salti di gioia… Macché, ho rivolto mille domande a Dio. Volevo ritornare subito a casa dai miei, è stata una tortura camminare in quei luoghi dove ero stato felice con lei. Un’agonia che si è prolungata il giorno dopo perché dovevo finire di lavorare e non potevo assolutamente lasciare le bambine che accudivo (in quel periodo facevo il babysitter). Avevo interiorizzato che la separazione era volontà di Dio, ma gli ho dato del sadico torturatore perché non capivo come mai mi avesse lasciato ancora un giorno a Roma. Nel tratto di strada che ho fatto da casa mia alla scuola delle bambine, mi è sembrato di rivivere il calvario di Gesù. Tra le lacrime che volevano venir fuori ho detto: “O Signore, se questa sofferenza è la Tua volontà, la offro a Te, per lei”. È stata la giornata più intensa della mia vita, non avevo mai amato così tanto Dio e il mio Amore. Non sono qui a pontificare sui dolori e le sofferenze delle persone, non ho idea di cosa possa significare perdere un genitore o un fratello, non ho idea di cosa possano essere le sofferenze fisiche (Dio non mi ha ancora messo di fronte a questo “imprevisto”), ma posso parlarvi del mio dolore.

Arrabbiatevi con tutti voi stessi, date del sadico a Dio, ma poi abbandonatevi nelle Sue braccia e in quelle di Maria: nessuna cosa al mondo può eguagliare l’amore infinito di quell’abbraccio. Non ascoltate la gente che vuole farvi superare il dolore di un abbandono odiando o provando indifferenza, oppure facendovi distrarre dalle cose di questo mondo. Così non lo supererete, quel dolore, soffocherete solo la ferita e perderete l’occasione di fare l’esperienza del più bell’Amore di questo mondo: quello del Padre verso di voi e quello vostro verso il Padre e la persona che vi ha lasciato. Se proverete questa particolare strada, capirete affondo tutta la bellezza che si nasconde dietro l’imprevisto. Ringrazio Dio perché mi ha permesso di passare questi giorni nella più completa solitudine e preghiera: senza amici e distrazioni, ma solamente con la presenza di Dio e della Mamma celeste.

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