Il libro – lettera 0

Ora appari in salotto, amore mio, rompendo la quiete nella quale mi apprestavo a vergare a mano questa lettera in uno dei miei quadernetti. Mi chiedi di controllare una cosa, una coppia di federe blu che hai comprato oggi, che invece di essere due sono solo una. Il dramma ti divora, tanto che non vedi e tanto meno immagini che sto vergando la lettera numero zero, la lettera introduttiva a queste “Lettere a una moglie”, operetta epistolare punk ottocentesca confezionata ad hoc per te. Ho già perso il filo del discorso, come penso di averlo perso nella maggior parte delle lettere che seguiranno. Ma non è il misero filo di
un discorso che voglio regalarti con queste mirabili lettere punk vergate a mano, quello che voglio regalarti è ben altro: è il mio fallimento. Il mio fallimento rispetto a quello che ti sei rivelata essere. Te lo anticipo così, di sfuggita, in questa lettera zero, ma piano piano diventerà
tutto più chiaro. Un po’ alla volta, lettera dopo lettera, dalle più goffe
e inconsapevoli alle più illuminate, se ce ne saranno, emergerà un
tuo lato geniale, assolutamente inaspettato, scoperto grazie a questo libricino, nato in realtà per tutt’altro motivo. Questo libricino alla fine è diventato solo un tentativo mal riuscito di cogliere un tuo lato ineffabile, di contemplare una tua genialità semi nascosta ma a ben guardare fin troppo evidente. Ci siamo messi insieme da pagani nell’aprile 2011. Ci siamo sposati da cristiani (cristiani cattolici, ora cristiani cattolici punk – almeno io, tu rimani ancora un po’ borghesuccia, ti farò ascoltare i Ramones), ci siamo sposati da cristiani cattolici il 23 novembre 2013, giorno di san Clemente, due anni e mezzo dopo esserci messi insieme. Il buon Dio ha rovesciato le nostre vite, tu hai rovesciato la concezione che avevo di me. Questa sera siamo usciti con Luca e Alessia. Ora è tardi, tu sei andata in bagno a farti una doccia. Non ha molto senso vergare a mano una lettera zero nel bel mezzo del libro, siamo quasi all’ottavo mese di matrimonio e l’operetta del nostro amore cattolico e punk dovrà essere pronta per il primo anniversario. Sarebbe stato più sensato se te l’avessi scritta all’inizio o alla fine, a giochi fatti. Ma i giochi non sono mai fatti e tuo marito nel frattempo è diventato un punk, non gli interessano le cose troppo sensate. Che il buon Dio estirpi da
noi il vizietto delle cose troppo sensate e ti doni la pazienza di leggere questo regalo, fingendo, ma come se fosse vero, che alcuni passi, anche brevi, possano addirittura piacerti. Perdonami se non sono stato sensibile al dramma della coppia dimezzata di federe blu. Buona notte, ti amo.

 

Il primo anno di “Lettere a una moglie”, opera in progress, è stato confezionato con l’aiuto del gra(n)fico Amos Montagna e regalato da mi (il marito) a miuaif (la moglie) per l’anniversario di matrimonio il 23 novembre 2014 (mi pare, non vorrei sbagliare data). Al momento introvabile, esiste la possibilità che un giorno lo troviate in tutte le peggiori librerie del pianeta.

 

 

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